lunedì 1 maggio 2017

Precisazione

Una precisazione. In questo post ("Non c'è diritto che non sia positivo") ripreso dall'amico J. sul suo tumblr sembra quasi che io volessi fare il Salvini, in realtà volevo proporre un concetto che ho incrociato studiando Nietzsche, e cioè il problema della volontà di potenza collegata alla genealogia della morale, ed è un problema vero e non campato in aria: di diritti naturali non ce ne sono, tanto meno umani e men che mai razionali, tutto è diritto positivo fra gli uomini, cioè stabilito dalle convenzioni mediate dai più disparati fattori storici e dai rapporti di forza che via via si vengono a creare fra stati e nazioni. Questa cosa è un vero guaio, perché poi ai Salvini, agli Orban, ai civilissimi svizzeri, non potrai mai opporre altro che argomenti fondati sul sentimento caritatevole e l'empatia verso il prossimo, argomenti, questi, che sono tutto fuorché stabili e duraturi, e infatti si vede come va a finire quando la fratellanza fra i popoli va a ramengo perché è passata di moda e non c'è altro appiglio.