lunedì 29 maggio 2017

Imperturbabilità

Una volta che hai equiparato le passioni politiche a quelle calcistiche è come se ti si aprisse un mondo, avrai trovato la chiave di volta dell'universo. Non lo vedi quello che augura la morte all'avversario, lo "sparati!", il "lascialo lì che concima!" che ho sentito quella volta che sono stato a San Siro? Sette anni son passati dalla caduta in disgrazia di Fini e Storace era ancora lì seduto sulla riva per infierire sul cadavere (mi viene in mente Lercio: "Aspetta in riva al fiume il cadavere del suo nemico ma lui passa su uno yacht pieno di figa"). E non c'è pure quello che augura un cancro a Renzi, uno sturbo a Grillo, quello che spera che il Salvini se lo inculi il negro? La politica è pure peggio del pallone, tutto è livore, acrimonia, risentimento, e ad inseguire l'acrimonia farai la fine di quelli dell'Mdp, cioè darsi arie di capire tutto per non combinare niente. Il giorno che guarderai tutto con distacco e comprenderai che l'unico vero modo per smontarli è non prenderli nemmeno in considerazione acquisirai una tale imperturbabilità che al confronto Seneca diventerà l'incredibile Hulk, e in più conserverai intatte le tue camicie.