lunedì 17 aprile 2017

Perché non credo

Perché non credo? Bisogna domandarselo. "Perché è dimostrato scientificamente che Dio non esiste" non è una risposta valida, l'esperimento non dimostra nulla, anzi, alcuni pensano addirittura che Dio si mostri attraverso l'armonia dei numeri e le leggi della fisica. A tal proposito citiamo Kant (su Wikipedia alla voce Deismo):

«Colui che ammette solo una teologia trascendentale vien detto deista, e teista invece colui che ammette anche una teologia naturale. Il primo concede che noi possiamo conoscere, con la nostra pura ragione, l’esistenza di un essere originario, ma ritiene che il concetto che ne abbiamo sia puramente trascendentale: che sia cioè soltanto di un essere, la cui realtà è totale, ma non ulteriormente determinabile. Il secondo sostiene che la ragione è in grado di determinare ulteriormente tale suo oggetto in base all’analogia con la natura: e cioè di determinarlo come un essere, che in forza di intelletto e di libertà contiene in sé il principio originario di tutte le altre cose.» (Critica della ragion pura).

Personalmente su Dio non so decidermi, piuttosto io non credo nella religione per una mia difficoltà tutta caratteriale di riconoscere l'autorità morale dei chierici. Io per esempio mi cresimai per non sentirmi il solito escluso, non perché credessi che attraverso la cresima avrei acquistato dei superpoteri, piuttosto per scendere a patti con la mia naturale asocialità. Checché ne dica il prevosto massimo, essere cristiani è perlopiù una questione di conformismo, di "piatta adesione e deferenza nei confronti delle opinioni e dei gusti" del cosiddetto "senso comune" (con tutta la problematica connessa alla sua evoluzione storica), questioni di ritualità da strapaese che su di me non fanno alcuna presa, tutto qui.