lunedì 20 marzo 2017

Velleità: fermare la Megamacchina del progresso

Va bene, il nemico è la globalizzazione, ma non si pretenda che tre-quattro miliardi di esseri umani si rinchiudano improvvisamente in uno sgabuzzino per lasciare spazio a noi, poveri occidentali sul viale del tramonto, dovrà pur mangiare tutta questa gente, e comperare televisori, cellulari, automobili e motorini, e approntare il corredo alle spose, crescere i loro bambini, con che diritto dovremmo impedirglielo? Ormai la "Megamacchina" si è messa in moto, ormai è tardi, e come pensano i sovranisti e i nazionalisti autarchici di ritorno di poterla fermare? Fossero i messicani il problema, bastasse alzare un muro, ma la Megamacchina non è un grosso oggetto finito collocato in un determinato spazio come la Macchina della Fine del Mondo, la Megamacchina è il complesso delle tecniche e delle conoscenze che corrono da un paese all'altro, è l'insieme organizzato delle volontà che aspirano al benessere (e se vuoi al "progresso"), e tu credi che bastino i tuoi mugugni ad impensierirli al punto da rinunciare ai loro propositi? Poveri illusi, se voi siete scontenti non è detto che lo siano anche loro, i loro diritti non sono meno diritti dei nostri.