domenica 5 marzo 2017

Prospettive

Siccome la politica è il regno dell'opinabile e invece di seguire il discorso di ragione (cosa oggettivamente impossibile) siamo finiti a fare i quadri clinici e i profilers antropologici, penso che smetterò di preoccuparmene. Io, vi dirò, ho attaccato con la politica nel lontano 2004 perché non avevo altro da fare, soffrivo le pene d'amore e mi serviva un diversivo, andavano di moda i blog. Dai e dai alla fine ti prende la stanchezza perché non se ne viene mai a capo, sarà pure la dialettica hegeliana con il suo tendere all'infinito, però... Credo che comincerò a prenderla più alla larga, domande del tipo: chi siamo, dove andiamo, che mondo vogliamo? Cose così. Io poi con le mie fisse antisociali finirò per ricondurre tutto ai guasti della sovrappopolazione, lo so, come il Malthus, l'umanità brulicante, miliardi di bocche da sfamare, e allora ecco la globalizzazione, le migrazioni dei popoli, i cataclismi antropici, non mi ci fate pensare. Domani, a mente fredda, ritorno ad amare l'umanità.