domenica 5 febbraio 2017

Analisi

Leggendo il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'italiani, nell'incipit, Leopardi ci dà un quadro dello stato dell'arte dell'Europa attorno al 1824: la Francia ha perso la sua egemonia culturale e politica, Francia, Germania e Inghilterra si guardano "da pari". Le nazioni, grazie anche agli "scambievoli commerci", hanno "deposto gran parte degli antichi pregiudizi nazionali sfavorevoli ai forestieri, dell'animosità, dell'avversione verso di loro" e questo in ragione del "progresso dei lumi e dello spirito filosofico e ragionatore che accresce i lumi e calma le passioni ed introduce un abito di moderazione; e altresì per l'affievolimento stesso dell'amore e fervor nazionale", insomma, una pax culturale e politica che abbiamo conosciuto anche noi sul finire del secolo scorso e che per qualche ragione oggi è minacciata dai nazionalismi di ritorno. Sappiamo tutti com'è andata, un secolo dopo quel 1824 così ben avviato verso l'uguaglianza fra i popoli l'Europa era già passata attraverso una prima guerra mondiale e covava in seno i prodromi della seconda (nazismo, fascismo, olocausto). Io qui non voglio lasciar intendere che ci attende lo stesso destino, vorrei solo capire quali sono le ragioni che portano i popoli così ben avviati verso la pacificazione universale a riaccendere la miccia e rinchiudersi in se stessi come e più di prima. A prima vista parrebbe che una grande fetta del mondo islamico abbia reagito molto male alla contaminazione del modello occidentale, e cioè quello che fa capo "ai lumi e allo spirito ragionatore", e qui finalmente emergerebbe lo scontro di civiltà, taciuto per molto tempo per la falsa convinzione che il tacerlo servisse a placare gli animi. Senonché la civiltà occidentale oggi sotto attacco non reagisce unita nel riaffermare l'uguaglianza universale degli uomini nei valori dei "lumi e dello spirito ragionatore", ma reagisce altresì di pancia e si porta al livello dei sui nemici cercando una purezza originaria perduta che di fatto è una regressione alla superstizione delle "leggi di natura". Questo a prima vista.