mercoledì 6 settembre 2017

Come ladri nella notte

Studente autodidatta di filosofia ero pieno di entusiasmo e animato anche da una certa dose di idealismo, in cuor mio mi sentivo un paladino dell’illuminismo, lucifero, ma nel senso di portatore di luce. A una più attenta analisi e col passare del tempo capii invece che le persone non hanno alcuna intenzione di capire, comprendere, cogliere o rendersi conto, che per loro la miglior verità è sempre quella che vogliono sentirsi dire, perlopiù per non rimanerne offesi. Per accreditarsi come portatori di luce non serve quindi tanto la filosofia quanto la psicologia, quella inversa, occorre entrare con strumenti sottili nell’animo delle persone operando con mano leggera e depositando delicatamente la verità nel centro del cervelletto senza allarmare l’amigdala, facendo in modo che non si accorgano di nulla, come ladri nella notte.

venerdì 25 agosto 2017

Interno di famiglia con mobile

A mio cugino non piacciono gli scrittori russi dell’ottocento perché per la descrizione di un mobile si prendevano sei pagine, dalla forma, al colore, alla prospettiva, alla qualità del legno, al numero di tarli, alla loro posizione rispetto al mobile e alla stanza, quella rispetto all’azimut e allo zenit, quella rispetto al nadir, la storia del falegname che lo costruì e di sua figlia tisica sposata con quel tale che si rovesciava a faccia in giù nella neve e della cognata che aveva un piccolo laboratorio di sartoria in cui lavorava quell’orfanella malaticcia dagli orli delle maniche unti e dalla vestaglietta sfrangiata e dello zio porcaccione che commerciava in slitte e aveva certe mire su di lei di cui non possiamo dire ma lasciamo abbondantemente intendere, insomma, un quadro di Gerolamo Induno, non gli do tutti i torti.

Pasolineide

Stavamo dalla parte dei poliziotti perché i poliziotti sono i figli dei poveri, avrebbe detto Pasolini. Mentre gli immigrati, che passano per i poveri in tutta questa faccenda, hanno prerogative piccolo-borghesi. Desiderano un posto di lavoro, un'istruzione che possa inserire i figli nel sistema di produzione capitalista, magari l'automobile sotto casa e la televisione in salotto, sopra il centrino. Questo diceva in buona sostanza Pasolini nei versi sugli scontri di Valle Giulia. Spetta ai figli degli operai, nel caso specifico ai poliziotti, guidare la rivoluzione proletaria, perché ne hanno più diritto, perché la loro storia di povertà fa da garanzia alla verace riuscita del piano. In realtà l'aspirazione intima di ogni proletario non è tanto la poetica rivoluzione quanto il miglioramento concreto delle proprie condizioni in chiave piccolo-medio o alto-borghese, e in questo non c'è nulla di strano (di Pasolini in tutti questi anni se n'è fatto un santino: cala, cala).

giovedì 24 agosto 2017

Il pacchetto terremoto

Il “pacchetto terremoto” prevede le solite 4-5 fasi:

Fase 1. Evento e descrizione della catastrofe (inserire eventualmente polemichetta di riscaldamento sulla correzione della magnitudo: cui prodest? ecc.);

Fase 2. Intervista all’esperto dell’INGV: “Questo sisma è collegato al terremoto di Valparaiso del 1730? No, sono due eventi distinti”;

Fase 3. Dubbi sul ritardo dei soccorsi, buttarsi sull’eroismo dei vigili del fuoco che “scavano ininterrottamente alla luce delle fotoelettriche”, “non è il momento delle polemiche”;

Fase 4. Via con le polemiche: chiamare Mario Tozzi, servizi sull’adeguamento antisismico, scarsa prevenzione, “questa Italia fatta di borghi antichi”, l’abusivismo, i condoni, il cemento impoverito, “eppure i giapponesi…”, “accelerare su Casa Italia”, ecc.;

Fase 5. La procura valuta inchiesta per disastro colposo.

Ripetere ad libitum.

mercoledì 23 agosto 2017

A proposito di Rousseau

Ho sempre diffidato di Rousseau, non la piattaforma, intendo l’originale, il grande filosofo della politica (guardatevi dai filosofi della politica, anche se portano doni), in special modo per il Discorso sulle scienze e le arti, dove vagheggia quel suo risibile ritorno al selvaggio dal cuore grande e buono (”lo stato naturale, di assoluta felicità, dell’uomo”, ma quando mai! Una fisima tutta sua) e la civiltà viene rabbiosamente rappresentata come il primo agente di corruzione:

«L'astronomia è nata dalla superstizione; l'eloquenza dall'ambizione, dall'odio, dall'adulazione, dalla menzogna; la geometria dall'avarizia; la fisica da una vana curiosità; tutte, persino la morale, dall'umana superbia

La fisica da una vana curiosità. Certo, più tardi pare abbia aggiustato il tiro rassegnandosi all’incivilimento, ma non è un caso se certi neo-giacobini e invasati supporters della purezza perduta si rifanno a lui per giustificare le loro fegatose campagne di salute pubblica. Poi, per carità, ha pure i suoi meriti. 

(troppo cattivo? Perché nel caso riscrivo tutto rivedendone l’agiografia, ci metto un attimo).

lunedì 21 agosto 2017

La via di dentro

La paura diffusa innesca tutta una serie di meccanismi di difesa che finiscono per cambiare la società, quasi sempre in peggio. Poco male, mi dico, volgerò lo sguardo al mondo interiore, ai palpiti del cuore, agli svolazzi dello spirito. Vediamo un po’ che c’è: ecco qui una mentina. E poi una molletta, un tappo di plastica, numero due fazzolettini di carta (usati). E una tessera del Carrefour. Il guaio è che non ci credo più al mondo di dentro, sono guarito dalla sindrome dell’introspezione, e ora che faccio? Costretto a tenere gli occhi spalancati davanti alle brutture del mondo, la cura Ludovico. No, è che ho abbattuto le barriere fra il dentro e il fuori. Ecco, sì, mi piace la formula: ho abbattuto le barriere fra il dentro e il fuori, con questa ci tiro avanti un altro paio di mesi. (leggerezza, mai prendersi troppo sul serio, si fa la fine del Fusaro altrimenti).

La filosofia ammaestrata

Da quando la filosofia è diventata sistema d’istruzione, scriveva Sgalambro ne La morte del sole, è come se avesse tradito il suo mandato, la ricerca della Verità, e la Verità, si sa, non guarda in faccia a nessuno, può condurre eventualmente anche alla rovina. E invece alla filosofia le tocca, da maestrina paziente, di formare avvocati, insegnanti e altra genìa di professionisti, perché così vuole il mondo. Così capitò alla filosofia, aggiungo io, di diventare un fatto “borghese”, di essere piegata agli interessi meschini della moderna divisione del lavoro, mentre prima in suo nome, e cioè nel nome della Verità, si poteva anche pretendere di tagliare delle belle teste o di togliere i figli ai rispettivi genitori (mi riferisco alla Repubblica di Platone). Diffidare di tutto, anche della nostalgia dei fasti perduti (ma Sgalambro certo non intendeva darne un giudizio morale).

domenica 20 agosto 2017

Lo stato dell'arte

A questo punto i giochi sono fatti, ad ogni colpo dei terroristi cresce fra la gente una rabbia cieca e sorda che non trova altro sfogo che non sia incolpare i "negri" (africani, islamici e stranieri in ordine sparso, forse anche gli indiani che ci uccidono col cumino) e quel governo e le istituzioni "che li hanno fatti entrare", è la paura che comanda e la rabbia che la segue. Non ci sono argomenti che tengano, non l'antifascismo e men che meno la ragione ammantata di lumi, piaccia o non piaccia la paura risolve il nodo gordiano tagliandolo di netto. Per cui la paura ha vinto, ogni "negro" è un cospiratore, l'Occidente reagisce a modo suo riprendendo i fili di quei discorsi interrotti a metà del secolo scorso e che ora tornano utili perché messi da parte ai tempi non già per convinzione quanto per convenienza, venuta meno questa non trovano più veri ostacoli alla loro riemersione ed eccoti servita la congiuntura attuale, non c'è da stupirsi né da farsi illusioni.

sabato 19 agosto 2017

Sindrome di Cassandra

Ho un vantaggio, che i discorsi fallaciani li ho già assimilati sedici anni fa ed ora non mi fanno più effetto, mentre l'illuminato dell'ultima ora rimane come abbacinato dalle facoltà divinatorie della profetessa nazionale (aveva previsto tutto, anche Despacito), e per la gioia di sentirsi improvvisamente partecipe della verità rivelata si fa zelante al punto da ridurre il messaggio all'essenziale: ammazziamoli tutti prima che ci ammazzino a noi. Pure i bambini? Pure i bambini, si era detto di ammazzarli tutti. Non per nulla sulla sua lapide è scritto: “Oriana Fallaci, scrittore”, alla faccia della Boldrini e dei suoi amici pacifinti.

Sindrome di Cassandra: è la rivelazione stessa che, mentre annuncia la catastrofe, la rende ineluttabile.

Diseducazione siberiana

D'accordo, nemmeno a me piace particolarmente la Boldrini con quella sua cantilena da mater dolorosa e le sue risibili crociate grammatical-femministe ("muratora", "fabbra", "pompiera", e specularmente "gruisto", "autisto", "sindacalisto"), ma vomitarle addosso montagne di insulti più o meno anonimi è da poveri mentecatti. Se non fosse che, ultimo della lista, si muove contro di lei anche il grande scrittore russo, quel siberiano che non sa nemmeno parlare bene l'italiano, quello stimato da Saviano: "terroristi amici suoi!", dice, cioè della Boldrini. I russi si devono far sempre riconoscere, non ce la fanno, è come l'italiano che non sa resistere al richiamo del mandolino.

lunedì 31 luglio 2017

Miraggi

Inoltre mi sto sempre più allontanando dal commento politico in senso stretto perché ho capito esattamente i termini della questione: se tu mi dici "vota Juve" io ti risponderò "voto Inter", e non c'è argomento che possa convincermi del contrario, nemmeno mettendomi davanti ai dati oggettivi, quali, ad esempio, il rendimento stagionale, le statistiche storiche, la qualità del gioco, non c'è verso, io voterò comunque Inter pur sapendo che contro la Juve non c'è storia, perché non è il dato oggettivo che ci interessa quanto il nostro personale miraggio che ci restituisce la nostra personale prospettiva del mondo.

Un esempio

Come funziona? Funziona che siamo tutti sulla stessa barca e abbiamo il mal di mare, a un certo punto si diffonde la notizia che il malessere è causato dagli infrasuoni prodotti dai motori e allora gruppi organizzati di antimotoristi (antimot) si scagliano contro i direttori di macchina e prendono a martellate i propulsori fino a ridurli a pezzi, sfortunatamente in coperta imperversa la tempesta, la nave senza motori rimane in balia dei marosi, colano a picco ma in compenso l'ultimo superstite, prima di scomparire per sempre inghiottito dagli abissi, esclama trionfante: "Hey, mi è passato il mal di mare!".

Pandemia

La fortuna delle teorie della cospirazione sta nel loro offrire un alibi comodo comodo a chi proprio non ci arriva nemmeno volendo, il minus habens si sente così rassicurato, addirittura più intelligente della massa di pecoroni che a suo dire si sottomettono passivamente al pensiero dominante: dai al cretino l'opportunità di sentirsi al vertice della catena intellettiva e avrai guadagnato per sempre la sua stima.

Il suicidio della ragione

E’ vero, il debunking, lo smascheramento delle bufale, non funziona perché il complottista è una monade completamente autosufficiente e chiusa in sé che tutto fagocita e nulla restituisce all’esterno che non sia a sua volta una teoria del complotto. Non se ne esce, una volta che un argomento è ricaduto entro il suo orizzonte degli eventi, ogni smentita, anche la più convincente, viene a sua volta rimodellata in forma di complotto, è un po’ come il credente che misura la verità delle cose sulla base del suo desiderio di credere: la verità è là fuori ma la fede è dentro di te, per cui tutto prende la forma di ciò in cui vuoi credere, che la ragione illumina solo chi è disposto a farsi illuminare. Io poi, in generale, non nutro nemmeno più fiducia nel discorso razionale, solo che qualcuno mi ha fatto notare che avevo cominciato con la litania del fallimento dell’idea di progresso e allora ho smesso per non fare il pesante e il disfattista. 

Detto questo io direi di continuare in ogni caso a ribattere colpo su colpo ai complottisti anche se dovesse risultare tutto inutile, se non altro per opporre alla tesi un’antitesi che tenga vivo il lumicino, non vorrei mai si spegnesse per indolenza e l’avessero vinta loro, allora sì che sarebbero dolori.

domenica 30 luglio 2017

Buone vacanze

A noi opinionisti da tastiera ci pare che l'imbruttimento generale del mondo stia raggiungendo livelli di allarme e l'approssimarsi delle vacanze, con la sua tendenza alle infradito e alla rilassatezza dei costumi, non aiuterà di certo a riportarlo entro i canoni dell'eleganza. Vado a trovare i parenti, io. D'Alema, che sarà pure più di sinistra di me, è quello che va a Gallipoli, io, che sono un riformista libertario, vado a Napoli 2 in mezzo ai proletari, hai capito come funziona? Per non parlare del Peppe nazionale e il suo esercito di francescani della Costa Smeralda. E allora non è meglio il Briatore che fa il suo business senza ipocrisie? (Briatore che organizza i lettini anche per quei vip della politica che per lavoro devono fare i moralizzatori dei costumi e in privato pagano il supplemento per il massaggino ai piedi, bella la vita). State bene e ci aggiorniamo al ritorno.

P.S. Ai lettori affezionati comunico che pur mantenendo in vita il blog con post saltuari scriverò sempre più assiduamente sul tumblr (fmentis.tumblr.com) che mi lascia più libertà di espressione e di movimento. Quest'estate, a grande richiesta, il reportage da Scalea, stay tuned.

sabato 22 luglio 2017

Vite di pianeti immaginari

Il pianeta Rankor girava attorno a una stella molto più grande del Sole e anche la sua circonferenza era molto più grande di quella della Terra, motivo per cui anche la sua gravità al suolo era percepita dai rankoriani come di molto superiore rispetto a quella terrestre. Così i rankoriani erano per natura fra i più malmostosi abitatori dell’universo che si fossero mai conosciuti per via della loro intrinseca difficoltà di alzarsi alla mattina senza soffrire di un formidabile cerchio alla testa. Il pianeta Rankor aveva un unico grande continente, chiamato Cilicio, che correva orizzontalmente lungo tutta la linea dell’equatore e che divideva l’Oceano Nord dall’Oceano Sud, motivo per cui su Rankor il clima era sempre tropicale e questo di certo non favoriva la giovialità dei suoi abitanti, i quali vivevano eternamente attaccati ai loro ventilatori fotonici, che invece di spostare l’aria spostavano direttamente i fotoni. Le rankoriane erano bellissime, di pelle scurissima come la notte e occhi profondi come la tenebra, di corporatura massiccia per via della struttura ossea adattata alla superiore forza di gravità, un uomo terrestre non sarebbe sopravvissuto alla morsa delle loro cosce, motivo per cui si era deciso di vietare i matrimoni misti. Anche gli uomini erano dei marcantoni, e per le stesse ragioni anche a loro erano vietati i matrimoni con le fragilissime terrestri, le quali non avrebbero avuto proprio alcuna possibilità di uscire vive da un ipotetico rapporto carnale con un possente rankoriano, eventualità a cui non vogliamo nemmeno pensare. I rankoriani, pur malmostosi, erano molto pacifici per via del caldo che toglieva loro tutte le energie, la loro principale occupazione era la produzione su vasta scala di ghiaccioli, i ghiaccioli rankoriani erano conosciuti in tutto l’universo per la loro resistenza alle alte temperature, tanto che per consumarli sugli altri pianeti occorreva prima dargli una scaldantina nel forno. Una volta, in spregio alle leggi intergalattiche, tentai di sedurre una rankoriana ma ne uscii con le ossa rotte, frattura dell’osso pubico, sessanta giorni di prognosi. Io proprio non sarei riuscito a vivere su Rankor.

La necessità di un padrone

“Lo Stato è la sintesi di quei vari modelli, Dio, Re e qualsiasi altro rappresentante dell’autorità, che l’uomo ha tirato fuori dalla sua propria fantasia e ai quali ha conferito un’origine propria e autonomia, dimenticando che costoro egli stesso li aveva creati, e anzi supponendosi egli stesso derivato da coloro e a essi sottomesso. Che gioco strampalato! Sembra strano che tanti uomini accettino l’autorità di un padrone non solo senza ribellarsi, ma per di più con una specie di non equivoco soddisfacimento. La questione però non va posta così. L’uomo non accetta un padrone impostogli dalla volontà altrui, ma si sottomette al padrone che egli stesso si è creato. Il che dimostra che l’uomo sente la necessità fisica nonché metafisica di un padrone”. (Alberto Savinio, Lo Stato in Sorte dell’Europa)

Non c'è altro da aggiungere. E aggiungerei che questo è il reale significato della stessa libertà, e cioè libertà come ennesimo padrone che noi stessi ci siamo creati, non si può sfuggire alla legge.

Nelle più alte cotture della passione

Enunciano una verità precisa gli amanti quando dicono: «siamo una persona sola». Ora la noia che minaccia l'amore è appunto questa condizione di «persona sola» cui talvolta arrivano due amanti. Dov'è la compagnia ormai, dove il gusto del gioco a due? Le donne che hanno il senso della «politica dell'amore» e conoscono i pericoli di una eccessiva fusione, cercano pur nelle più alte cotture della passione di serbare una certa quale autonomia, così da costituire pur sempre di fronte all'uomo amato un che di singolare, di sorprendente.” (Alberto Savinio, Lo Stato in Sorte dell'Europa)

Nelle più alte cotture della passione. In Savinio ritrovo il piacere del continuo guizzare dell’intelligenza, cosa rara e preziosa. Dedicato a tutti gli amanti annoiati e ai mariti scontenti. Non è il mio caso.

domenica 9 luglio 2017

La rivoluzione è dentro di te

Allora siamo d'accordo, coltiviamo tutti il sentimento di umanità dentro di noi, che la rivoluzione sia prima di tutto individuale, parta come sommovimento interiore per poi contagiare il mondo intero, imagine all the peoples living life in peace. C'è una regola che governa il nostro sentimento di umanità, la regola della distanza: più sei distante e meno te ne importa. Siccome risulterebbe impraticabile da un punto di vista logistico trasferirci tutti a Lampedusa, dobbiamo fare uno sforzo supplementare, avvicinarci idealmente, immedesimarci, conoscere le storie personali di questa gente in modo da suscitare in noi l'empatia e il coinvolgimento. Io mi ricordo quando maltrattavano Veronica Castro in Anche i ricchi piangono (Los ricos también lloran), perché di lei mi importava più dei bambini del Biafra? Ci siamo capiti. I grandi ideali finiranno sempre per infrangersi contro il muro della realtà se non partiamo da noi stessi. Siete pronti per fare il grande passo? Bene, andate avanti prima voi che io devo pagare affitto e sistemare tapparella, se poi mi avanza tempo ci vediamo là, ma non aspettatemi per cena.

A casa loro

Sono io il primo a dire "bene, aiutiamoli davvero a casa loro, che possano vivere felicemente nel loro paese come noi viviamo più o meno felicemente nel nostro", mi pare un proposito sensato e animato dalle migliori intenzioni. Senonché basta un secondo all'uomo accorto per realizzare che la questione non è così semplice. Dovremmo forse esportare la democrazia? No, questo no, a questo non credono più nemmeno i teocon. Dovremmo occuparci direttamente dello sviluppo delle nazioni africane? Neocolonialismo, non spetta a noi il compito. Che possiamo fare dunque per loro "a casa loro"? Finanziamenti a pioggia che si perdono nei soliti mille rivoli, piccoli accordi commerciali, guarnizioni per radiatori in cambio di solenni promesse, commesse dell'ENI. Già sento l'obiezione: il capitalismo sporco è cattivo che sfrutta l'Africa per i suoi sporchi interessi. La gigantesca macchina del mondo, una volta messa in moto, non si può arrestare così facilmente, ha una sua enorme forza di inerzia che va molto al di là degli slogan sovranisti e degli stessi ideali di fratellanza universale, è tutto molto più enorme di noi e delle nostre velleità di dattilografi rivoluzionari.

sabato 8 luglio 2017

I valori morali non esistono

Se la morale in realtà non esiste allora non esiste nemmeno per i migranti. Esiste una convenienza che è il sentimento di umanità, conviene a mantenersi umani e a non voltare la testa dall'altra parte, ma non ha carattere universale ed è di natura prevalentemente estemporanea. Vi sembrerò cinico, ma Renzi che insegue le destre si è tenuto fin troppo prudente: non si tratta di dovere morale, ne di accoglierli ne di salvarli, si tratta di apertura umana verso l'altro e non tutti ne sono capaci, perché è un tratto che riguarda la costruzione di sé, non fantomatici precetti morali scolpiti nel granito e trasmessi per autocombustione di sterpaglie sul Monte Sinai. I valori morali non esistono, o meglio, esistono solo in quanto camouflage di sentimenti molto meno nobili, di più, più il valore morale è sbandierato più è falso. Per quello la vedo male per il fratello nero, non siamo strutturati per gli slanci autentici e disinteressati, e i pochi che ne sono muniti non fanno massa critica.

martedì 4 luglio 2017

Parare aude

Sono affascinato dal problema della mancanza della morale, prendiamo ad esempio il caso Donnarumma, il quale pare abbia rinunciato alla maturità per volare ad Ibiza. Non ci interessa se la notizia è vera o falsa, a noi interessa il caso in sé: che dovrebbe farsene Donnarumma della maturità? Ha appena firmato un contratto da 6 milioni all'anno, problema risolto. Sì, ma che dico io a mio figlio che gioca a calcio? Gli dici che deve impegnarsi di più col pallone, altrimenti gli tocca la trafila dei comuni mortali. E' immorale il comportamento di Donnarumma? La genealogia della morale ci insegna che le recriminazioni moraliste non sono che il riverbero del ressentiment: tutta invidia, altro che Sapere aude. Pure la storiella dell'istruzione come fattore primo di emancipazione è vera e non è vera, dipende dalle circostanze. E poi, scusa, è forse laureato Di Maio? In un certo senso pure lui è un miracolato, pure lui ha trovato il suo Mino Raiola (per quel che riguarda Donnarumma avrà tutto il tempo di fare le scuole serali a carriera finita).

lunedì 3 luglio 2017

Hardcore pawn

Renzi a suo tempo ha avuto la forza e l'autorità per sciogliere il PD e trasformarlo in una convention di cosplayers, così da sfidare i cinque stelle da pari a pari, ma non l'ha fatto, non fino in fondo, l'ora è fuggita e adesso il partito tocca trascinarselo dietro come una palla al piede. Che ci fai adesso col PD, che ci vendi? Neanche il folletto. E intanto Macron non sbaglia mai una giacca. Renditi conto che cos'è Bob, una robetta che manco il mio gatto, che pur è laureato in informatica, avrebbe avuto il coraggio di rilasciare, quattro notiziuole raffazzonate costruite attorno a un font, prendete esempio dai grillini, per la Madonna, che almeno la loro aria fritta la sanno vendere con una dedizione e una petulanza da cartomanti professionali. Il PD andava chiuso nel febbraio del 2014, adesso è tardi, ora puoi tentare di portarlo al banco dei pegni, ma al punto in cui è dubito che Les ti molli più di 30 dollari, bisognava pensarci prima.

domenica 2 luglio 2017

Barra dritta

Trovandomi ormai alla destra di Renzi io non comprendo bene quel che si agita alla sua sinistra. Passata la fase giovanile - durata per la verità fino ai quaranta - dell'ostalgia socialista in salsa pidiessina, mi resi improvvisamente conto che sotto quel sentimentalismo niente, che non c'era nulla di così riprovevole nell'economia di mercato, che l'unica vera vocazione dei compagni era quella di passare il tempo a teorizzare utopie in cui tutti avrebbero goduto della redistribuzione di una fantomatica ricchezza generata da non so bene quale economia solidale. Almeno fosse stato ordoliberismo tedesco, macché, era qualcosa di più nebuloso e italiota, vale a dire campato in aria, praticamente fuffa, com'è fuffa tutto questo convulso tramestio di cose rosse che si agita alla sinistra di Renzi, fra bersaniani, prodiani, pisapiani e posapiani vari, specialisti in supercazzole. Allo stato attuale sarei disposto a votare pure il centrodestra se non fosse uno stuolo di borghesucci bigotti, ancora un partito serio che faccia i conti con le fesserie degli uni e degli altri non c'è e forse mai ci sarà, io resto seguace del mio personale partito libertario molto eccentrico e dotato di scarsissimo appeal aspettando tempi migliori che tuttavia non mi aspetto di vedere.

Jenseits

Il problema vero per noi iperborei è l'estrema povertà della proposta politica attuale, non è dunque per snobismo che facciamo mostra di disprezzare ciascuna delle marionette che si agitano come galline nel teatrino, non è per posa o per qualunquismo, è proprio per una ragione profonda e sostanziale che va ad urtare contro la nostra smaliziata sensibilità. Come fai d'altronde a prenderli sul serio? Solo uno sprovveduto potrebbe, e per di più pensare che possano conservare un loro peso specifico al di là del loro risibile cicaleccio propagandistico. Per cui, se non si vuole passare armi e bagagli ad ingrossare le fila degli astinenti, occorre mostrarsi molto indulgenti verso le forme esteriori della battaglia politica e guardare oltre, verso un punto lontano e più metafisico, considerare i nostri eroi come semplici strumenti in mano a un destino più grande di loro, cercando di cogliere l'eterogenesi complessiva più che le implicazioni immediate, ma mi rendo conto che questo è compito congeniale a un tipo d'uomo poco diffuso fra i latini, notoriamente inclini alle soluzioni impulsive quali sintomo e segno inequivocabile di risolutezza e virilità (vuoi mai privare il latino della sua cara giustizia sommaria, sia pure espressa nelle modestissime forme di un commento astioso su facebook?).