domenica 9 luglio 2017

La rivoluzione è dentro di te

Allora siamo d'accordo, coltiviamo tutti il sentimento di umanità dentro di noi, che la rivoluzione sia prima di tutto individuale, parta come sommovimento interiore per poi contagiare il mondo intero, imagine all the peoples living life in peace. C'è una regola che governa il nostro sentimento di umanità, la regola della distanza: più sei distante e meno te ne importa. Siccome risulterebbe impraticabile da un punto di vista logistico trasferirci tutti a Lampedusa, dobbiamo fare uno sforzo supplementare, avvicinarci idealmente, immedesimarci, conoscere le storie personali di questa gente in modo da suscitare in noi l'empatia e il coinvolgimento. Io mi ricordo quando maltrattavano Veronica Castro in Anche i ricchi piangono (Los ricos también lloran), perché di lei mi importava più dei bambini del Biafra? Ci siamo capiti. I grandi ideali finiranno sempre per infrangersi contro il muro della realtà se non partiamo da noi stessi. Siete pronti per fare il grande passo? Bene, andate avanti prima voi che io devo pagare affitto e sistemare tapparella, se poi mi avanza tempo ci vediamo là, ma non aspettatemi per cena.

A casa loro

Sono io il primo a dire "bene, aiutiamoli davvero a casa loro, che possano vivere felicemente nel loro paese come noi viviamo più o meno felicemente nel nostro", mi pare un proposito sensato e animato dalle migliori intenzioni. Senonché basta un secondo all'uomo accorto per realizzare che la questione non è così semplice. Dovremmo forse esportare la democrazia? No, questo no, a questo non credono più nemmeno i teocon. Dovremmo occuparci direttamente dello sviluppo delle nazioni africane? Neocolonialismo, non spetta a noi il compito. Che possiamo fare dunque per loro "a casa loro"? Finanziamenti a pioggia che si perdono nei soliti mille rivoli, piccoli accordi commerciali, guarnizioni per radiatori in cambio di solenni promesse, commesse dell'ENI. Già sento l'obiezione: il capitalismo sporco è cattivo che sfrutta l'Africa per i suoi sporchi interessi. La gigantesca macchina del mondo, una volta messa in moto, non si può arrestare così facilmente, ha una sua enorme forza di inerzia che va molto al di là degli slogan sovranisti e degli stessi ideali di fratellanza universale, è tutto molto più enorme di noi e delle nostre velleità di dattilografi rivoluzionari.

sabato 8 luglio 2017

I valori morali non esistono

Se la morale in realtà non esiste allora non esiste nemmeno per i migranti. Esiste una convenienza che è il sentimento di umanità, conviene a mantenersi umani e a non voltare la testa dall'altra parte, ma non ha carattere universale ed è di natura prevalentemente estemporanea. Vi sembrerò cinico, ma Renzi che insegue le destre si è tenuto fin troppo prudente: non si tratta di dovere morale, ne di accoglierli ne di salvarli, si tratta di apertura umana verso l'altro e non tutti ne sono capaci, perché è un tratto che riguarda la costruzione di sé, non fantomatici precetti morali scolpiti nel granito e trasmessi per autocombustione di sterpaglie sul Monte Sinai. I valori morali non esistono, o meglio, esistono solo in quanto camouflage di sentimenti molto meno nobili, di più, più il valore morale è sbandierato più è falso. Per quello la vedo male per il fratello nero, non siamo strutturati per gli slanci autentici e disinteressati, e i pochi che ne sono muniti non fanno massa critica.

martedì 4 luglio 2017

Parare aude

Sono affascinato dal problema della mancanza della morale, prendiamo ad esempio il caso Donnarumma, il quale pare abbia rinunciato alla maturità per volare ad Ibiza. Non ci interessa se la notizia è vera o falsa, a noi interessa il caso in sé: che dovrebbe farsene Donnarumma della maturità? Ha appena firmato un contratto da 6 milioni all'anno, problema risolto. Sì, ma che dico io a mio figlio che gioca a calcio? Gli dici che deve impegnarsi di più col pallone, altrimenti gli tocca la trafila dei comuni mortali. E' immorale il comportamento di Donnarumma? La genealogia della morale ci insegna che le recriminazioni moraliste non sono che il riverbero del ressentiment: tutta invidia, altro che Sapere aude. Pure la storiella dell'istruzione come fattore primo di emancipazione è vera e non è vera, dipende dalle circostanze. E poi, scusa, è forse laureato Di Maio? In un certo senso pure lui è un miracolato, pure lui ha trovato il suo Mino Raiola (per quel che riguarda Donnarumma avrà tutto il tempo di fare le scuole serali a carriera finita).

lunedì 3 luglio 2017

Hardcore pawn

Renzi a suo tempo ha avuto la forza e l'autorità per sciogliere il PD e trasformarlo in una convention di cosplayers, così da sfidare i cinque stelle da pari a pari, ma non l'ha fatto, non fino in fondo, l'ora è fuggita e adesso il partito tocca trascinarselo dietro come una palla al piede. Che ci fai adesso col PD, che ci vendi? Neanche il folletto. E intanto Macron non sbaglia mai una giacca. Renditi conto che cos'è Bob, una robetta che manco il mio gatto, che pur è laureato in informatica, avrebbe avuto il coraggio di rilasciare, quattro notiziuole raffazzonate costruite attorno a un font, prendete esempio dai grillini, per la Madonna, che almeno la loro aria fritta la sanno vendere con una dedizione e una petulanza da cartomanti professionali. Il PD andava chiuso nel febbraio del 2014, adesso è tardi, ora puoi tentare di portarlo al banco dei pegni, ma al punto in cui è dubito che Les ti molli più di 30 dollari, bisognava pensarci prima.

domenica 2 luglio 2017

Barra dritta

Trovandomi ormai alla destra di Renzi io non comprendo bene quel che si agita alla sua sinistra. Passata la fase giovanile - durata per la verità fino ai quaranta - dell'ostalgia socialista in salsa pidiessina, mi resi improvvisamente conto che sotto quel sentimentalismo niente, che non c'era nulla di così riprovevole nell'economia di mercato, che l'unica vera vocazione dei compagni era quella di passare il tempo a teorizzare utopie in cui tutti avrebbero goduto della redistribuzione di una fantomatica ricchezza generata da non so bene quale economia solidale. Almeno fosse stato ordoliberismo tedesco, macché, era qualcosa di più nebuloso e italiota, vale a dire campato in aria, praticamente fuffa, com'è fuffa tutto questo convulso tramestio di cose rosse che si agita alla sinistra di Renzi, fra bersaniani, prodiani, pisapiani e posapiani vari, specialisti in supercazzole. Allo stato attuale sarei disposto a votare pure il centrodestra se non fosse uno stuolo di borghesucci bigotti, ancora un partito serio che faccia i conti con le fesserie degli uni e degli altri non c'è e forse mai ci sarà, io resto seguace del mio personale partito libertario molto eccentrico e dotato di scarsissimo appeal aspettando tempi migliori che tuttavia non mi aspetto di vedere.

Jenseits

Il problema vero per noi iperborei è l'estrema povertà della proposta politica attuale, non è dunque per snobismo che facciamo mostra di disprezzare ciascuna delle marionette che si agitano come galline nel teatrino, non è per posa o per qualunquismo, è proprio per una ragione profonda e sostanziale che va ad urtare contro la nostra smaliziata sensibilità. Come fai d'altronde a prenderli sul serio? Solo uno sprovveduto potrebbe, e per di più pensare che possano conservare un loro peso specifico al di là del loro risibile cicaleccio propagandistico. Per cui, se non si vuole passare armi e bagagli ad ingrossare le fila degli astinenti, occorre mostrarsi molto indulgenti verso le forme esteriori della battaglia politica e guardare oltre, verso un punto lontano e più metafisico, considerare i nostri eroi come semplici strumenti in mano a un destino più grande di loro, cercando di cogliere l'eterogenesi complessiva più che le implicazioni immediate, ma mi rendo conto che questo è compito congeniale a un tipo d'uomo poco diffuso fra i latini, notoriamente inclini alle soluzioni impulsive quali sintomo e segno inequivocabile di risolutezza e virilità (vuoi mai privare il latino della sua cara giustizia sommaria, sia pure espressa nelle modestissime forme di un commento astioso su facebook?).

sabato 1 luglio 2017

Sublime

Mi è nata un'altra cuginetta, che per pochi minuti non nasceva il 29, come me (ci tenevo ad allargare il club del 29, ma tant'è). La guardavo in foto e pensavo alla meraviglia di venire al mondo senza alcuna cognizione di luogo, di spazio e di tempo, per quanto ne sa lei potrebbe trovarsi nell'antico Egitto come sul pianeta Tatooine, è quel momento sublime in cui vivi libero dalla conoscenza del mondo e in balia delle sole leggi della natura, non ti ricapita più un momento così e nemmeno te ne rendi conto, così dev'essere.

Repubblica e la fabbrica del mito

Ve ne sarete accorti, è in corso su Repubblica un martellamento a tappeto per "il concerto dei record" di Vasco Rossi, tanto che ho dovuto silenziare l'hashtag, che fra un po' mi sbucava pure dal water. E non solo Vasco, c'è pure Saviano con "i giovani attirati dai soldi facili" (e davvero facili anche i soldi di Saviano in rapporto alla qualità del pensiero), c'è Rischiatutto di Fazio alla tv, webnotte con Assante e Castaldo sul ritorno del geghegè, Alex Britti che elogia la fantasia; Jasmine Trinca che racconta Fortunata, "la mia eroina semplice"; Servillo intanto omaggia la tradizione (possono mai mancare i Servillo? Sono i dioscuri, le madonnine segnatempo). Il passato ci sembra così ricco di doni con la sua cronologia condensata in poche righe che il presente al confronto è una spugna vecchia e stantia e la ricerca contemporanea del mito una selezione dal Reader's Digest.

Diritti civili e capitale

Ma sarà vero che i diritti civili sono solo il trucco che il Capitale usa per distrarci dal supremo compito della rivoluzione proletaria? Un'arma di distrazione di massa che ci vuole tutti macchine desideranti alla mercé della forma-merce. Sorrido. La società prende comunque la sua strada indipendentemente dalla volontà del pensiero ribelle che per ribellione s'è fatto reazionario, niente può trattenere una cultura se un'altra è già pronta a prendere il suo posto, e questo, si badi, non perché sia stato deciso a tavolino, ma proprio in ragione di quel continuo sviluppo dialettico delle forze in campo che un hegeliano dovrebbe almeno far intendere di conoscere a menadito. Così il mio amico finocchio dovrebbe sentirsi in colpa per ciò che è, sentirsi un utile idiota del capitale, come se la sua tendenza sessuale gli fosse stata inculcata culturalmente attraverso un abile bombardamento di messaggi subliminali. E allora gli antichi greci? Chi gliel'ha inculcata, a loro, l'omosessualità, la Compagnia della Coca-Cola, la televisione a manovella? Ma fatemi il piacere.

mercoledì 28 giugno 2017

La saggezza del vivere

La scoperta che la vita non ha alcun significato, che è semplicemente un destino che va percorso volenti o nolenti, ha reso più lieve lo sgomento che di solito mi prende di fronte al pensiero della morte. Certo, ad avere la morte davanti agli occhi l'istinto di sopravvivenza si riattiverebbe all'istante recando con se le rose e le sue spine, ma lo sgomento “metafisico”, quello più astratto e più pensato (e non meno doloroso) è in un certo modo ridimensionato al punto da permettere di consumare lietamente la vita di tutti i giorni con le sue inderogabili faccende. E’ breve la vita, uno spreco continuo, soprattutto quando ti illudi di assaporare l'attimo il più a lungo possibile e ti accorgi invece che proprio in ragione di quello sforzo ti sei perso tutto il bello dell'istante, che a sforzarsi di vivere si ottiene l'effetto contrario, è d'uopo accettare l'impermanenza (Ommmmmm… ecc.). 

lunedì 26 giugno 2017

La volta che incontrai Berlusconi

Ora posso dirlo senza timore di turbare il silenzio elettorale: ebbi l'occasione di incontrare Berlusconi dopo l'operazione e siccome non sono Travaglio gli feci i miei più sinceri auguri per la sua salute e gli dissi che pur non essendo mai stato un suo elettore lo ammiravo per la sua tenacia e per le straordinarie doti di resilienza, “sa cos'è?”, dissi, “lei mi ricorda quei fuoriclasse che pur non potendo correre in lungo e in largo per il campo appena gli danno la possibilità di tirare una punizione sono ancora letali”, lui scoppiò in una grande risata e mi guardò con quei suoi occhietti furbi, due fessurine da cinese, “lei è proprio un caro ragazzo”, disse, dopodiché chiamò un inserviente e gli bisbigliò qualcosa all'orecchio. Apparve come dal nulla una meravigliosa ragazza, non troppo alta, visetto angelico, occhi languidi, bella patata, mi chiese se volevo seguirla nel salottino, io dissi di sì ma solo per non offenderla, perché si sa che sono imbranato con le donne, e ci sedemmo su un bel divano di pelle color panna a sorseggiare un tè freddo alla pesca. Sentii subito come una mano posata sulla gamba, vidi i suoi bei capelli biondi avvicinarsi come in sogno mentre già mi si appannava la vista, "non è possibile!", mi ripetevo, mi parve di udire un suono celestiale di campanelli e… era la sveglia, era lunedì mattina e io ero già in un ritardo mostruoso.

sabato 24 giugno 2017

Sub specie aeternitatis

Ci ha fregato tutti, a tutti ci ha fregato. Si era fatto fotografare con gli agnellini, lui, che di avicoltura si era occupato, sì, ma in senso lato, era diventato pure vegetariano, si era messo a parlare coi cani, i merli e gli uccellini, lo davamo tutti per spacciato, e lui che fa? Zac, ti piazza la zampata alle comunali e tutto d'un tratto risorge come la fenice che dalle ceneri cresce (ogni volta). Puoi distruggerla come vuoi, ti rinasce da dentro (cit.). E quei gioppini di Renzi, Grillo e Salvini lasciati con un palmo di naso, l'onestah-tah-tah, l'immigra-toh-toh. Dico, non è genio questo? Ci vuole un'innata e notevole capacità di immedesimazione col carattere e la natura propria dell'homo italicus per resistere e persistere con tanta insistenza, tanto di cappello. E' ammirazione la mia, forse mi sono lasciato ammaliare dal fascino della ribalderia? E' una presa d'atto. Quando per troppo tempo girano solo contraffazioni senza ne arte ne parte a qualcuno poi viene la tentazione di riappropriarsi del cliché originale, è umano.

giovedì 22 giugno 2017

Mi hai tolto un peso

"Più sopra ho usato gli per loro: «Stupirebbero gli amatori... se qualcuno gli dicesse... ». Eguale scambio lo fa anche il Manzoni: «Chi si cura di costoro a Milano? Chi gli darebbe retta?» (Pr. Sp., II). L'accordo dei pronomi coi nomi al plurale è uno dei pesi più grossi che ostacolano i movimenti della nostra lingua. Se non ci abituiamo a sbagliare questo e altri accordi, non toglieremo mai l'italiano dalla sua aulica rigidità, ne faremo mai di esso una lingua duttile alle pieghe e ai ripieghi del nostro pensiero."

(Alberto Savinio, Nuova Enciclopedia).

martedì 20 giugno 2017

Resa incondizionata

E io che pensavo di avere trovato l'argomento definitivo contro il Piano Kalergi, ma pensa te che ingenuo, il piano è un atto di fede, se ci vuoi credere non c'è ragione che tenga. Mi sento come Schopenhauer contra Hegel, niente è nelle mie possibilità, la supercazzola vince sulla cruda realtà: ebbene, hai vinto tu, ti meriti la coppa. Ma che sostituzione programmata degli europei! Quelli vengono qui spinti dal bisogno e dal fascino dell'occident... no, come non detto: vinto tu, ti meriti la coppa.

domenica 18 giugno 2017

La marche sur Paris

E noi che eravamo preoccupati che Renzi pigliasse tutto il potere, hai visto cosa ti ha combinato Macron in Franza? La Marcia su Parigi: maggioranza assoluta con la metà della metà degli elettori, gli ultimi volenterosi sopravvissuti a tutta la sfilza di dispositivi elettorali. Nemmeno io andrò al ballottaggio settimana prossima, i due contendenti locali mi sono indifferenti. E poi sprecare due timbri due per un sindaco solo mi pare spropositato, c'è da fare la fila all'ufficio elettorale se finisci il lenzuolino, c'è da prendere il numerino, mica ceci. Si pone il problema della rappresentanza. La gente s'è disaffezionata, posto che noi si comprenda realmente quello che è nelle possibilità della politica e quello che non, ne dubito fortemente.

Occidentali's dharma

Voi lo sapete, io non sono per lo ius soli automatico, prima ci vuole un esamino, se sei fan di Ariana Grande, se segui Vacchi su Instagram, se guardi Uomini e donne, allora sì che puoi ritenerti un vero italiano, altrimenti tornatene a casa.

mercoledì 14 giugno 2017

Il piano Kalergi

E' arrivato Kalergi, dice che te saluta. "Kalergi lo sapeva: stanno sostituendo i popoli europei coi migranti. Il Capitale importa dall'Africa schiavi senza coscienza di classe per disfarsi dei cittadini radicati e protetti dai diritti. Mentre l'ideologia gender e il nuovo mito omosessualista distruggono la nostra procreazione" (l'ultimo marxista). Non è dunque che siamo fin troppi al mondo e tutti in cerca di qualcosa di cui vivere, no, c'è un piano ben congegnato del Capitale per togliere i diritti ai cittadini delle polis attraverso l'introduzione di schiavi numidi senza coscienza di classe. C'entrano pure i maricones, che, li vuoi lasciare fuori? Gli utili idioti del Capitale, i corruttori degli umori vitali dell'occidente che ci condurranno tosto all'estinzione. Ora, non è mia intenzione entrare nel merito dell'affaire Kalergi, cosa sia, cosa non sia e via dicendo (qui ve la vedrete voi, se ne avrete voglia), io dico solo che la questione è molto più semplice di come la dipinge il filosofo ribelle: siamo in tanti su questa terra, le crescenti necessità di ciascuno creano per eterogenesi dei fini tutto l'intricato plesso di problematiche ascritte al famigerato piano Kalergi, del quale non v'è alcun bisogno per spiegare le fantasmagoriche vicende della realtà (applicazione pratica del rasoio di Occam). Poi se ti piace infiorettare i fatti per renderli più romanticamente rivoluzionari fai pure, ma non ti aspettare che venga a stenderti ponti d'oro.

martedì 13 giugno 2017

Diefenbach

Dietro al motto "Omnia vincit ars" c'è un personaggio curioso, Karl Wilhelm Diefenbach, appartenente alla tribù teosofica e frequentatore del Monte Verità, di cui, pare, fu il primo ispiratore. Utopista, nudista, pacifista, poligamo e vegetariano, probabilmente omeopatista, sicuramente no-vac, intimamente legato al ricordo della madre che gli apparirà più volte in forma di visione nei frequenti momenti di crisi, non stupisce che gli vennero tolti i figli. Ne soffrì e cominciò a vagare a piedi nudi in cerca di se stesso, si cibò di bacche, si sdraiò frequentamente sull'erba, finché trovò conforto nella pittura, genere simbolista: paesaggi marini, cieli notturni e tempestosi afferenti al concetto di sublime kantiano, esotismi ed esoterismi vari, figure femminili di luce e via dicendo. La scarsa documentazione fotografica ce lo mostra barbuto e con lo sguardo da matto, avvolto in una tunichetta da Jedi, una via di mezzo fra Rasputin e Gustav Klimt. Altro motto celebre: "Meglio morire che rinnegare i miei ideali!". Dopo il crack finanziario della sua comunità si trasferì a Capri, dove morì nel 1913 all'età di sessantadue anni senza aver rinnegato i suoi ideali e dove sessant'anni dopo gli verrà dedicato un museo ospitato presso la locale Certosa di San Giacomo (l'amore per il Grand Tour e per le rovine del passato, il richiamo della macchia mediterranea abitata dalla pittoresca fauna meridionale che resiste tutt'ora e riverbera nei soggiorni ischitani della cancelliera). Poi un giorno ne diremo due sulla teosofia.

lunedì 12 giugno 2017

Omnia vincit ars

Noi pensatori d'alta quota, frequentatori del bello, iperborei habitué del sublime, abbiamo sviluppato un metodo infallibile per reagire alle contumelie della vita quotidiana: manca il denaro, i conti non tornano già al principiar del mese? Niente paura: tosto un pregiatissimo libro sotto il braccio e via a rinchiuderci dentro il bagno, là sul trono in ceramica dove ogni clamore cessa. Intendo il clamore del mondo che irrompe dall'esterno in melodiosa antitesi al borboglio dello stomaco che erompe dall'interno. L'arte vince ogni cosa, omnia vincit ars.

L'analisi

Renzi talmente era concentrato su Grillo che da dietro gli è spuntato Berlusconi e oplà, Sotomayor! Grazie zio Silvio, a buon rendere. "Pazzo, che dici? Berlusconi il corrotto e il corruttore, l'emblema del disastro antropologico italiano1!1!!!". Hai ragione: che rabbia. Più indignato: diamine, che sciagura! Seguono geremiadi sull'italiota coprofago a cui piace prenderlo in culo, ecc. ecc. (comunque io non darei per spacciato il grullismo, il tempo è galantuomo). (adesso che il centrodestra è risorto possiamo fare a meno anche di Renzi: addìos, come dice Cannavacciuolo).

domenica 11 giugno 2017

Hebdomeros

Che bello l'Hebdomeros di Giorgio De Chirico, lo scrivo pensando ai quei due o tre appassionati dei dioscuri che per ipotesi passassero di qua. Colgo l'obiezione: eh ma non è un romanzo, non ha una trama, un luogo, un tempo ben definito, non ha personaggi. "Ebben, che vuol dire? Basta con queste ubbie grette e piccine!" (citazione del Gianni Schicchi di Puccini su libretto di Giovacchino Forzano, nonno di Luca Giurato). L'Hebdomeros è un campionario di visioni e umori direttamente tratti dalla produzione pittorica del Maestro, ne è l'immaginario svelato e messo nero su bianco, è come leggerne i quadri invece che guardarli. E come scrive bene, il maledetto, maestro della rêverie, gran cuciniere della madeleine, di gran lunga più raffinato dei colleghi surrealisti che finirono pure per prenderlo a schiaffi, letteralmente. A tratti più carognetta del fratello Savinio, che al confronto ci fa la figura del galantuomo. Ottimo sarebbe poterne assorbire lo stile per poi riproporlo sulle pagine del blog, ci stiamo lavorando. (Hebdomeros da "hébdomos" e "ēmera", cioè “del settimo giorno”, con riferimento ad Apollo, nato nel settimo giorno del mese e Dio della bella armonia e delle arti in generale).

sabato 10 giugno 2017

L'ordoliberalismo

L'ordoliberalismo (od ordoliberismo che dir si voglia) sulle prime può sembrare addirittura una parolaccia e invece è un concetto che ha la sua importanza e conviene farsene un'idea se si vuole stare al passo con il pensiero antagonista e ribelle che va per la maggiore. Sul web lo si trova abbinato al concetto di economia sociale di mercato, come suo precursore, può venire indicato anche come Scuola di Friburgo. L'ordoliberismo approva e sostiene il liberismo e l'iniziativa privata ritenendole fondamentali per lo sviluppo economico, tuttavia con alcune restrizioni, riservando cioè allo Stato e ai governi il compito di intervenire là dove il liberismo viene meno alla sua funzione sociale. L'ordoliberismo non crede dunque all'azione autoregolatrice della mano invisibile, il concetto per cui la somma degli interessi particolari gioverebbe provvidenzialmente all'interesse collettivo, cardine del pensiero liberista classico, l'ordoliberismo fa da balia ai mercati e ne corregge le storture garantendo per quando possibile uno sviluppo economico il più armonioso possibile. Perché dunque tanta avversione nei suoi confronti da parte del pensiero antagonista e ribelle? Perché viene per forza di cose identificato con le vicende della grande finanza mondiale, con i giochi di potere delle banche centrali, con la tecnocrazia tedesca che si arroga il diritto di porsi al comando della comunità europea con la sua sovrapproduzione di leggi e di normative, e non ultimo con il complotto mondialista plutomassonico (nei casi più conclamati di paranoia trova il modo di agganciarsi anche alla teoria del gender e al venir meno dei valori giudaico-cristiani). Voi non date retta ai ciarlatani e maître à penser dell'ovvio e della grulleria imperante, prendete l'ordoliberalismo per quello che è, una vicenda seria e importante che ha contribuito non poco allo sviluppo economico europeo del secondo dopoguerra, grazie a quello oggidì anche i dissidenti possono permettersi il lusso di vestire Prada e sfoggiare orologi di marca. 

Ricerca

Mi scuso se non ho toccato palla in questi giorni di grandi fatti di cronaca e di sconvolgimenti interplanetari ma bisognava darsi da fare per la pagnotta. Com'è avere i soldi? Mi piacerebbe tanto saperlo, perché devo condurre uno studio, devo fare delle ricerche, avrei bisogno di immedesimarmi in quello che il suo stipendio ce l'ha di sicuro alla scadenza pattuita ed estrarne il profilo psicologico, per vedere cosa s'inventa per trovare comunque qualcosa da lamentarsi.

domenica 4 giugno 2017

Tifosotti

Ora, non voglio offendere nessuno che mi ci metto dentro anch’io, ma se pensi a quanto sia idiota in sé tifare per una squadra di calcio, proiettare le proprie frustrazioni sui colori di una maglia, fare gruppo per sentirsi massa (Canetti, ecc.), in un bisogno quasi patologico di ritrovare nell’altro le tue stesse passioni, così da esserne confortato, rinfrancato al punto da coltivare l’ebrezza della violenza nei casi più conclamati, be’, solo allora ti rendi conto quanto l’idiozia sia un fardello che ci portiamo appresso come un gemello parassita impossibile da estirpare. Detto questo, Juve merda (scherzo, su).