lunedì 21 maggio 2018

“Salire al Quirinale” in Italia ha sempre un che di solenne, tipo scalata del K2, Salvini questa volta ci è andato in macchina usando le ridotte, Di Maio in cordata con gli sherpa e senza bombole di ossigeno (si ringrazia il prof. Giuseppe Conte che ci mette la faccia a rischio della sua reputazione).

sabato 19 maggio 2018

Chi ci libererà dai preti e dagli scienziati?

E' inutile opporre alla fede la ragione scientifica, la scienza ha ragione nella misura in cui gareggia in potenza con Dio, qualora non fosse più in grado di garantire quella potenza anche la ragione della scienza diventerebbe una ragione disarmata. L'uomo pre-scientifico si alleava con il divino per ottenere quei prodigi che non erano alla sua portata, quali la fine della siccità, il raccolto abbondante, ecc., la scienza è quello strumento che si prefigge di sostituirsi a Dio come demiurgo, riuscendoci benissimo, peraltro. Dio è quel desiderio di potenza che la tecnica soddisfa.

Quando anni fa scrivevo di laicità non mi trovavo mai completamente a mio agio nell'opporre alla fede il pensiero scientifico, perché intuivo che non bastava, era troppo poco. In fondo anche lo scienziato può credere in Dio, perfino l'evoluzionista, se ci crede, che c'entra qui il sapere scientifico? Come se la ragione scientifica bastasse a sopire il timore del nulla che ci attende, risibile. Il guaio è quando lo scienziato trionfante si fa prendere dall'entusiasmo e pretende di fondare sopra le sue nozioni un nuovo senso della vita: ho costruito un missile che vi porta sulla luna, ho il diritto di insegnarvi che cos'è il mondo.

Chi ci libererà dai preti e dagli scienziati?

Regole d'ingaggio

C'è tutto un filone di pensiero che pensa di smuovere le coscienze degli uomini portando l'esempio edificante di vite spese per il trionfo della giustizia, solo che per tanto che ci si impegna una buona parte non si lascerà incantare e allora questi educatori del popolo si sentono come traditi dagli uomini e se la prendono con la società, con l'egoismo della gente. Primo: se vuoi cambiare la gente non devi darle addosso, ottieni l'effetto contrario. Secondo: le coscienze si smuovono solo per interesse, soddisfa il desiderio di protagonismo della gente e avrai la sua eterna riconoscenza.

venerdì 18 maggio 2018

Fede

Un altro esperimento mentale interessante è pensare cosa accadrebbe qualora Dio si mostrasse agli uomini. Appare Dio nel cielo, con la barba e tutto quanto, e dice: io sono Dio. Uno scettico incallito potrebbe comunque obiettare: e io non ti credo. Anche davanti alla prova, alla produzione del miracolo, io non ti credo. Potresti essere un'entità malvagia che finge di essere Dio per ragioni a noi ignote, io non ti credo. Questo per dire che la fede è sempre incerta, valida solo se si è disposti a concederle fiducia, altrimenti non vale nulla.

Vorstellung

Quando ti accosti alla filosofia moderna ti rendi conto di una cosa, che mette in discussione seriamente il concetto di realtà esterna alla mente. La prima reazione è di incredulità: ma di che diavolo stanno parlando? Poi per forza di cose sei costretto a comprendere, perché la filosofia non è una passeggiata al museo, non si può liquidarla imparando a memoria le targhette, e allora comprendo perché perfino il concetto di realtà esterna alla mente può essere messo in discussione. E me ne convinco, voglio dire, mi convinco che la realtà esterna alla mente non solo non è qualcosa di scontato, ma addirittura non necessario al funzionamento coerente della realtà. Nemmeno l’atomo non è atomo senza la coscienza che pensa quell’atomo, nessuno cosa è quella cosa senza l’intero apparato che la percepisce e la concepisce. E allora sorge l’ennesimo dubbio: ma quest’apparato sarà materiale o immateriale? E lì ti rendi conto che nemmeno la materia è un concetto così saldo come si crede, che perfino la realtà fisica può essere spiegata in termini di fenomeni che giungono alla coscienza senza scomodare l’ulteriore dimensione materiale, che a quel punto ti pare in tutto e per tutto un residuo metafisico di un’epoca che fu. E’ in questo senso che la filosofia fa scomparire le montagne, non perché scompaiano alla vista, ma perché le riduce a rappresentazione. 
L’ho letto il contratto fra lega e movimento cinque stelle, l’ho scaricato in pdf, sembra il menù di un all you can eat.
Perché sono così appassionato di Emanuele Severino? Perché l'idea di pensare diversamente la trasformazione dell'ente è così feconda e mette un tale entusiasmo per la filosofia che se anche dovesse sbagliarsi su qualche punto sarebbe comunque degno occuparsi della questione, e noi appunto consideriamo buone le cose che ci entusiasmano.
Noi siamo abituati a vedere il mondo pieno di accidenti, nel senso aristotelico, l'accidente è quella cosa che eventualmente può e non può accadere, ma questa possibilità di accadere e non accadere rimane pur sempre una congettura perché poi di fatto qualcosa accade, e vai a capire tu se quel qualcosa era intenzionato o meno a non accadere prima di accadere, questa possibilità non si manifesta e rimane più che altro una nostra idea, nel frattempo l'accadere ci sta davanti con la sua perentorietà, e questo è quanto.  

mercoledì 16 maggio 2018

Mattarella si sta rivelando un osso più duro del previsto, Bibì e Bibò gli avevano consegnato la bozza, tanto a quello gli va bene tutto, dice, col piffero, ma che si tratta così un Presidente della Repubblica, che gli dai l’antipastino che ancora devi impastare la pizza?

lunedì 14 maggio 2018

Con questa storia del premier terzo bisogna pensarci bene prima di accettare, fare il premier in Italia ti rovina la reputazione, è come girare un film porno da giovani, son cose che ti segnano per tutta la vita.

domenica 13 maggio 2018

In fondo c’è così tanta roba buona da leggere, e così tanta filosofia da pensare, che l’unico ostacolo è il lasciarsi trascinare dalla malinconia dei moderni che si credono un niente, in balia dei capricci del mondo, sottomessi alle necessità della pagnotta, quando si riesce ad allontanare questi pensieri tutto riprende valore ed è più degno vivere.

La cena elegante

Continua la lettura del Satyricon. I nostri eroi decidono finalmente di andare alla festa di Trimalcione, che è poi una specie di Lele Mora dei tempi d’oro, lo trovano vecchio e calvo, con una tunica rossa, che gioca a pallone assieme a dei ragazzi coi capelli lunghi, se il pallone gli cade per terra non si china a raccoglierlo, c’è un eunuco che lo fa per lui, e un altro regge un pitale, a uno schiocco delle dita quello glielo infila sotto le gambe per farlo pisciare senza che smetta di giocare, quando ha finito di svuotare gli passano dell’acqua per lavarsi le dita che poi asciuga nei capelli di un ragazzo.

Questo Petronio, che visse all’epoca di Nerone, altro che Berluscone con le sue sciacquette che ballano sopra il bancone.

sabato 12 maggio 2018

Haiku

I due galletti, Salvini e Di Maio, baruffano per la conquista del pollaio, le galline li guardano con occhio smagato mentre beccano dai secchielli il granturco scoppiato (sì, insomma, i pop-corn).

giovedì 10 maggio 2018

Una volta anch’io me la prendevo con Berlusconi, il nemico giurato, mi ci facevo il sangue amaro, poi sono diventato una persona peggiore e tutto quello che prima mi dava fastidio improvvisamente ha cominciato a lasciarmi indifferente. Dice: ma non ti fa rabbia Berlusconi, il pluriomicida, pardon, il pluricondannato che viene ricevuto da Mattarella? No, sono mica Travaglio il cui orizzonte intellettuale si ferma alla spulciatura dei faldoni processuali, e poi Dio è morto, che dovrei farci io con la morale? Il consensus più o meno omnium non è criterio di verità e la morale non è che un insieme di opinioni che traggono la loro forza dal fatto che occasionalmente vengono sostenute da una moltitudine. La vita è larga e ci pensa lei a chiudere i conti.

martedì 8 maggio 2018

Tutto rimandato

Insomma, a Salvini serve ancora Berlusconi per via dei suoi voti, quegli altri in Berlusconi ci vedono il crinale che marca la differenza antropologica fra loro e il mondo, morale della favola: questo matrimonio fra forze anti-sistema non s'ha da fare. Per il momento.

lunedì 7 maggio 2018

Summer on a solitary carrefour

Dice che votare d’estate per gli italiani sarebbe un disagio, e ti credo, soprattutto per gli anziani, si potrebbero aprire i seggi nei supermercati, reparto ortofrutta.

martedì 1 maggio 2018

La ricerca dell'infelicità

Con l’idea moderna della ricerca della felicità ci si sente in colpa a non essere felici, e allora, che dovremmo fare, ritornare indietro all’epoca dei sumeri? Che sciocchezza, diffida del bisogno di purezza, la ricerca della felicità in terra è un destino necessario date certe premesse, mica si può tornare indietro per un capriccio. Io, per esempio, ho tutto un mio percorso personale di ricerca dell’infelicità, la mia personale “opera di genio” che mi aiuta a sopportare la vita (non vi sia sfuggita la citazione leopardiana).

lunedì 30 aprile 2018

Breve nota politica

Soprattutto dopo il voto in Friuli il futuro si tinge sempre più di Salvini più che Di Maio, ormai è lui l’erede al trono, Salvini esprime un’Italia spaventata e in cerca di sicurezze, e si sa che chi riesce a soddisfare il bisogno di sicurezza della gente è destinato a diventare molto popolare, è una legge della natura. Salvini è ineluttabile, come la Juventus.

domenica 29 aprile 2018

Delle cose ultime

Era terribile la vita un tempo, scarsa l’igiene, grande la povertà, da morirci di fame e di stenti, per non dire del freddo e delle malattie, la morte era dirimpettaia, una vita davvero belluina. E adesso invece che abbiamo le diete vegane e i percorsi salute perfino per i cani ci sentiamo quasi mancanti di un po’ di quel pericolo e ce lo andiamo a cercare al cinema e su netflix, come se ci mancassero i sali, il sangue per curarci l’anemia. Dice un tal filosofo: la tecnica prometterà sempre più la salvezza terrena ma proprio per questo aumenterà la paura di esserne esclusi. Quando tutti morivano e non c’erano cure ci si consolava con il mal comune, quando vi sono i mezzi per sopravvivere crepare sembra una beffa ancor maggiore, mai contenti.

mercoledì 25 aprile 2018

In quella bella massima degli antichi che recita “Il carattere dell’uomo è il suo destino” (Ηθος Ανθρωπῳ Δαιμων, Ethos anthropoi daimon), viene descritta la condizione per cui la volontà è libera solo nella forme permesse dal carattere. Similmente al vaso che dà la forma all’acqua, se il tuo vaso è tondo sarai “libero” di volere tondo, se il tuo vaso è quadrato sarai “libero” di volere quadrato, meno frequente il passaggio da un vaso all’altro.

La politica non indica la verità

Il guaio della politica è che si presenta come una congettura, bisogna avere in testa un'idea di mondo e avere fede che le proprie azioni siano le più adeguate a realizzarla. Quindi da un lato avere fiducia che il mondo che ci si prefigura sia quello giusto, dall'altro che l'azione sia adeguata al fine. Esclusa la fede nelle soluzioni violente, deprecabile per motivi extra politici, quel che rimane è una vasta prateria di opinioni che acquistano verità solo nella misura in cui sono credute, e a causa di questo o per conseguenza godono di un temporaneo riconoscimento popolare. La politica non indica la verità, chi può dire a priori quale sia la strada più giusta fra quella che avversa la globalizzazione o quella che la ritiene l'unica percorribile per il genere umano? I processi globali procedono autonomamente rispetto alle volontà degli uomini, il che non significa che sono irreversibili, ma che sempre l'uomo sottovaluta la portata dei fenomeni che innesca, che siano intenzionali o meno.
I grillini hanno la forma dell’acqua, se li versi nel PD, prendono la forma del PD, se li versi nella Lega, prendono la forma della Lega, non c’è problema.

lunedì 16 aprile 2018

L'arte della guerra

La domanda è legittima: ma se bombardi un deposito di sostanze chimiche poi queste sostanze non si disperdono nell’ambiente causando una nube tossica che crea un sacco di morti? Non si sa. Certo è che serviva un segnale per marcare il territorio, una pisciatina che mettesse in guardia i russi: ci siamo anche noi. I francesi dovevano sgranchire i loro Rafale, ogni tanto tocca dargli una scrollatina, gli inglesi pare usino ancora i Tornado, quelli di Cocciolone, gli americani i Tomahawk, che tanto basta schiacciare un bottone. Tutti queste meraviglie della tecnica vanno impiegate ogni tanto sennò perdono fiducia in se stesse e gli viene la malinconia, come all’Inter.

martedì 10 aprile 2018

Leggi culturalissime

Se io sarei presidente del consiglio per prima cosa abolirei i congiuntivi, e su questo siamo d’accordo, poi introdurrei nelle scuole l’opera lirica come materia di studio, sia dal punto di vista storico che da quello musicale, che noi italiani viviamo d’arte (”vissi d'arte, vissi d'amore, non feci mai male ad anima viva”) e la musica colta dev’essere punto di riferimento im-pre-scin-di-bi-le. E ai genitori che vanno a protestare per i figli interrogazione a sorpresa sul noumeno, e al primo che sbaglia un cartone nei denti, la cultura non è cosa per signorine. 

lunedì 9 aprile 2018

Oggi va un po' meglio, sarà la primavera.